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Deliri di un demone2/20/2007 Oggi...In realta era qualche giorno che ci pensavo...nel dubbio...ho preso un MAC e se mi è concesso...fanculo al vecchio sistema !!! 1/23/2007 Dormito bene?L'uomo in una determinata condizione seppur scomoda tende ad abbituarsi e adeguarsi
Ieri notte come tutte le notti mi capita di andare a dormire,
mi sdraio sul letto,mi metto sotto le coperte e spendo le luci.
Nel turbinio dei pensieri in attesa del passaggio nelle terre di morfeo sento lo zampettare del cane che viene a farmi compagnia,
sale sul letto e si adagia al mio fianco,lo spazio che rimane tra me è il bordo del letto è al quanto limitato;
mette la testa sulle mie ginocchia,penso"che tenera cerca il contatto"gli accarezzo la schiena e continuo a pensare,
tempo 2 minuti arriva la micia che mi passeggia sui capelli come al solito,tra un pensiero e un santo la micia si accuccia sulla gamba destra.
La situazione sempra stabilizzata torno ai miei pensieri e ai santi....
Il cane comincia a russare perche si è piantato con la gola sul ginocchio e respira male,amorevolmente gli sposto il capoccione con la gamba
arriva anche il secondo gatto che si sdraia di fianco al mio costato.
tempo due minuti il cane si riposiziona con la gola sul ginocchio ricominciando a russare...allora è un vizio
gli risposto la testolina
tempo di ricordarmi quale santo stavo tirando giù che si rimette nella posizione iniziale.
Tiro una culata al cane...non si sposta di un centirmetro,vabbè mi adeguo e cerco di prendere sonno,
non faccio in tempo che il cane si alza(si vede che l'ho disturbata con la culata e adesso cerca la posizione iniziale)fà i suoi 3 giri su se stessa come di consueto e si lascia cadere a peso morto sul mio fianco,per poco non volo dal letto assieme al fedele Giuda(il secondo gatto)
Riconquisto la posizione iniziale e torno a fare da cuscino alle bestiole di satana.
E' bello illudersi di essere il capobranco di un allegra comitiva di bestiole...
Scritti di un tempoCorreva l’anno 2003, In una fresca notte di fine estate, dove i ritmi ossessivi della grande città rincominciavano a farsi sentire,solite code,solita gente che freneticamente lavora senza fine e senza scopo,dove il fine primo…e ultimo è quello di sopravvivere,Egli è li. Mentre la tenera creatura che aveva deciso di accudire riposava adagiata su una poltrona sfatta,Lui sedeva di fronte ad uno specchio di luce,i suoi pensieri annebbiati dall’alcool danzavano senza senso tra il ronzio del silenzio della sua stanza. Da pochi giorni dalla dipartita di un altro dei suoi amici, alcune scene ricorrevano in quel periodo,come diverso tempo prima avevano fatto,la tristezza della gente incolonnata dietro il carro funebre per l’ultimo saluto;come avrebbe voluto fosse stato il suo funerale e che peso dare alla vita dopo essersi trovati di fronte a questi avvenimenti…pensiero ricorrente dato che in un paio di occasioni era apparsa la possibilità che un sonno come tanti,nell’arco di un quarto di secolo ,potesse essere stato l’ultimo e definitivo; Certe occasioni amaramente riportano a galla certi sentimenti e sensazioni,come una canzone che involontariamente leghi ad un periodo o un evento particolare della tua vita,ma questa volta non era solo un momento….era il futuro,d'altronde…e sulle prospettive future che si lavora il presente. L’immortalità dell’essere,non sotto forma di materia ma di spirito,un uomo continua ad esistere finche qualcuno lo ricorda; La mente umana tende a dimenticare abbastanza in fretta le cose belle che la vita dona…un raggio di sole che accarezza dolcemente in fiore appena sbocciato,il saluto di un bambino,oppure un semplice sorriso inaspettato che penetra dentro al cuore con tanta violenza da lasciare senza fiato; troppo abituati ad alimentare il nostro odio,la nostra Ira,la nostra indifferenza e così anche lui trovava la ragione, solo nell’Ira e nell’odio,probabilmente queste scelte dettate dall’ignoranza non erano così salde come poteva immaginare,visto i suoi periodi di eclissi sociali,attimi in cui si perdeva nei dubbi,cercando riposte dove non c’erano domande,attimi in cui si mischiavano misantropia e misoginia. Fantasticando sull’ultimo saluto aveva immaginato il ritrovo per l’accompagnamento alla cerimonia di far avvisare i parenti e gli amici con un ora di ritardo,la cerimonia non in una chiesa ma in un posto dove chi avrebbe voluto avrebbe potuto spendere qualche parola per ricordarlo,una specie di saluto…, di arrivederci,finito il saluto dei parenti e gli amici,una registrazione di Lui dove ogni persona a lui cara fisse ricordata da Lui secondo i suoi trascorsi,mentre il corteo lo seguiva alla sepoltura,un gruppo di cornamuse lo accompagnavano alla nuova dimora terrena,dove a vegliare il suo sonno al posto della lapide ci fosse stato una statua di Gargoille,con al fianco delle statue di gnomi che reggevano una tavola di marmo con su le seguenti incisioni"Vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo…ARRIVEDERCI !"
Musiche di violini echeggiavano nell’aria mentre la sua mente vagava nel limbo di una città troppo grigia,con troppi ricordi che facevano sanguinare vecchie ferite che sperava ormai chiuse,dopo una serata passata all’ombra dei pensieri cercando risposte nei silenzi,troppo ovattato nei rimorsi per poter vedere qualsiasi riposta seppur palese,ogni senso e risposta attendibile al momento era divisa in varie forme…rancori…ira…vendetta…il tutto apparentemente riportava ad una sola ed unica riposta…ODIO !!! Il tutto ebbe inizio sulla via del tramonto del terzo lustro…quando iniziò la mutazione,un dono dato dalla madre fautrice della creazione,un regalo troppo grande per la giovane età del prescelto,un fardello che,suo malgrado, avrebbe comunque dovuto portasi dietro e farne tesoro…ma ogni cosa a suo tempo. All’ alba del sedicesimo anno la mutazione non era ancora definita,i "dotti" ancora ignari di quello che sarebbe dovuto essere,sentenziavano e ipotizzavano conclusioni al quanto improbabili sull’evolversi dello stato di Lui e mentre il fisico subiva il cambiamento,la sua mente ancora fragile cercava rifugio nelle riposte mai date. In principio,a contatto con suoi coetanei,cercava una dimensione vitale che gli si addicesse,prova al quanto ardua,considerato che questi, essendo persone che nell’ottica della visione comune della massa apparivano comuni esseri non soggetti ad alcun tipo di mutazione. Buona parte di questi era gente che il caso aveva voluto mettere assieme.Forse il fato o semplicemente una religione aveva spinto il suo destino a sopportare prove dure fin dall’inizio;a contatto con esseri che il Lui vedeva solo il difetto,la parte sbagliata,l’errore che in loro non c’era. Molti esseri a Lui vicini erano comunque di aiuto e conforto,considerando il tempo trascorso assieme prima del cambiamento. Per il primo lustro dall’inizio del mutamento,varie furono le prove che dovette affrontare,i pregiudizi delle persone "normali",la finta compassione e il buonismo di gente superficiale,l’ignoranza di esseri che si credevano superiori perché senza difetti,l’ipocrisia…ma il mostro più difficile da abbattere e ostacolo più alto da superare era uno solo…LUI! Il conoscere se stesso e i suoi limiti,questo era uno dei punti fondamentali per poter elevarsi ad un piano superiore di se stesso e tutti quelli che fino ad allora lo avevano visto come il diverso;solo una volta conosciuti avrebbe potuto passare alla fase successiva della sua crescita e di conseguenza riuscire a superare i suoi limiti. Dopo lungo tempo rinchiuso in se stesso a guardare la vita altrui che regrediva,aggrappata a mali e problemi futili ed illusori solo per avere una ragione d’essere,capì l’essenza,e la verità…probabilmente anch’essa futile ed illusoria ma molto più concreta e reale delle illusioni altrui. Il nuovo cambiamento psichico ebbe inizio dopo qualche anno dalla mutazione fisica,una nuova forma,un nuovo potere era quello che si proponeva…La MENTE,una concezione della realtà fuori da quello che tutti reputavano "normale",era la conoscenza dell’essere che si era trovato di fronte al mondo in maniera opposta a quello che la massa imponeva,era la visione di quella realtà che a volte ha tentato di fuggire e che con tutte le sue forze è riuscito a tenere dando ogni volta un significato differente…più importante,dove nulla è dovuto,l’unica cosa donata in principio era un alito di vita ed ora stava a Lui tenere…gestire…e lottare per tenerlo.Un bene che in molti dimenticano,sempre ammesso che arrivino a capire la sua importanza.
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